L’Istrice

Il suo nome scientifico è Hystrix crisata, ma tutti lo conosciamo semplicemente come istrice o porcospino. Appartiene alle famiglia degli istricidi ed è classificabile come un animale notturno.

Si tratta di un mammifero di piccole dimensioni la cui lunghezza media va dai 60 agli 80 centimetri (più la coda) per un peso che in genere non supera i 30 kg, si distingue dai suoi simili per la cospicua presenza di aculei lunghi e pungenti che cospargono tutto il corpo. Per questa ragione, molti lo confondono con il riccio, ma le differenze tra questi due animali spinosi sono in realtà molto marcate.

Gli aculei sono in realtà peli lunghi anche 35 cm ricoperti di cheratina che con il tempo diventano spessi e amovibili. affi (vibrisse) estremamente sensibili che l’animale usa per orientarsi, cercare il cibo e avvertire il pericolo.

Gli aculei dell’istrice possono essere agitati e sfregati contro i predatori per motivi difensivi. In tal caso producono un tintinnio simile a un sonaglio e alcuni possono peli staccarsi e conficcarsi nella pelle dell’avversario provocando profonde ferite. Tuttavia non è vero che gli aculei vengono ‘sparati’ dall’animale.

Essendo un animale notturno, la sua vita si svolge prevalentemente al calare delle tenebre. Durante il giorno preferisce rifugiarsi in cunicoli che scava con le sue forti unghie oppure nelle cavità dei tronchi o tra le rocce. La capacità dell’istrice di scavare tunnel e gallerie labirintiche sotto terra è provata dal fatto che questi animali utilizzano le loro tane per vivere assieme alla famiglia per tutta la vita.

L’istrice, infatti, è una animale monogamo che rimane legato ai componenti della sua famiglia per molti anni, o addirittura per sempre. Le effusioni tra simili non mancano: mamme e figli, in particolare, si leccano vicendevolmente sul dorso per rafforzare il legame, ma per fortuna senza ferirsi poiché le loro lingue sono dure e callose.

Insomma, si tratta di animali schivi ma pacifici che si agitano e mettono in atto particolari strategie difensive solo quando vengono attaccati. In questi casi, infatti, scuotono la coda e gli aculei in modo da sembrare più grossi. Se il nemico non desiste, battono i piedi per terra, soffiano come esattamente come i gatti e ringhiano.

Nel combattimento le loro spine possono conficcarsi nella pelle dell’avversario, ma non sono velenose e quindi non possono essere mortali. Tuttavia possono causare ferite anche serie, sopratutto al muso dei cani. Insomma, se lasciati in pace, gli istrici non sono in grado di nuocere a nessuno e sopratutto non sono per niente aggressivi o territoriali.

Come detto, l’istrice non è in grado di ‘scagliare’ gli aculei contro il suo predatore e non è affatto pericoloso per l’uomo. Di certo tiene molto alla sua privacy e vuole essere lasciato in pace. Se non si sentono minacciati, gli istrici non sono in grado di nuocere a nessuno.

Quello che è sicuro è che le sue spine possono conficcarsi nella pelle ed essere molto dolorose, ma non essendo velenose non possono procurare ferite mortali.

Gli istrici sono mammiferi vegetariani che si nutrono di frutta, erba, rametti e germogli . A volte mangiano frammenti di ossa ma solo per integrare la loro dieta con una buona riserva di calcio. A differenza dei ricci che sono carnivori, l’istrice non mangia nessun tipo di insetto o larva. E’ ghiottissimo di uva, patate e mais di cui fa grosse scorpacciate sottraendo il bottino dai campi.

L’istrice vive anche sugli alberi e nonostante sia protetto, ad oggi è ancora vittima di bracconaggio per la sua carne tenera e (a quanto pare) gustosa.

 

 

Foto Maurizio Berni