L’Associazione Archeologica ODYSSEUS Onlus si racconta

Ricevuto l’invito dalla Proloco di Paganico, per raccontare una breve storia dell’Associazione Archeologica Odysseus, ringrazio per l’attenzione e volentieri rispondo.

L’Associazione Archeologica Odysseus nasce il 13 luglio del 2007 grazie all’impegno di un gruppo di appassionati. Tuttavia posso dire che il suo concepimento risale agli inizi degli anni Novanta.
A questo punto vale la pena raccontare l’antefatto.
“Studio il nostro territorio dal punto di vista archeologico dal 1987, dapprima in maniera autodidatta e perciò sicuramente approssimativa, poi dal 1997 attraverso metodi e modelli codificati dell’Università di Siena che mi affida il survay dell’agro del comune di Civitella-Paganico.
Oltre alla consultazione di documenti editi e non, alle ricognizioni archeologiche, allo studio dei materiali, alla visione di foto aeree, allo studio dei toponimi, ecc., sono molto importanti anche le testimonianze orali.
Proprio grazie ad una serie di queste testimonianze, nella primavera del 1993, vado a verificare un sito, che non avevo ancora perlustrato e mi imbatto in due tombe etrusche e non in passaggi segreti come raccontavano alcuni anziani del luogo, riportando leggende dei loro nonni.
Queste piccole aperture, alle quali nessuno aveva mai dato peso e scambiate dai più per tane di animali, (in effetti istrici e tassi avevano lì la propria dimora) erano celate da un piccolo boschetto. La cosa migliore da fare al momento era tacere e controllare la zona: il posto più sicuro rimaneva sotto terra.
Poi nell’inverno 2006/2007 è stato tagliato il boschetto e allora, svanita la materna protezione della natura, per non rischiare la perdita di un possibile patrimonio a causa dei tombaroli, ho chiamato l’ispettrice della Soprintendenza, Dott.ssa Gabriella Barbieri, invitandola per un sopralluogo.
Pochi giorni dopo la accompagno sul posto e Le chiedo un intervento d’urgenza ma la Dott.ssa mi dice che la Soprintendenza, purtroppo, non ha le risorse per affrontare lo scavo.
Allora contatto amici e conoscenti, esperti e semplici appassionati disposti a svolgere azioni di tutela e a collaborare con la dott.ssa Barbieri e quindi con la Soprintendenza per effettuare lo scavo di salvaguardia. Così facciamo, e grazie ai soci e all’Amministrazione Comunale e in seguito anche al Monte dei Paschi di Siena, alla Provincia di Grosseto e a Mister Lee Iacocca, troviamo le risorse economiche e materiali”.
Nasce così Odysseus e nella scelta del nome e del logo sta tutta la forza evocativa della volontà e della curiosità dei propri adepti per iniziare un viaggio verso percorsi sconosciuti e affascinanti.
Quello che è successo dopo è noto.
Ad agosto 2007 scaviamo la Tomba del Tasso col suo corredo intatto, cosa rara, che ha scatenato l’attenzione dei media e dei giornali di tutto il mondo. Una giornalista del New York Times, che stava seguendo i loschi traffici dei reperti archeologici dall’Italia verso il Getty Museum, ci ha portato ad esempio e ha raccontato la storia di una Italia diversa, quella di un gruppo di volontari che invece ha scoperto e difeso, con impegno e sacrificio, un bene pubblico.
Un’esperienza straordinaria anche perché abbiamo reso partecipi di questa scoperta, facendoli emozionare insieme a noi, gli abitanti dei paesi vicini che sono venuti a curiosare.
Tra settembre ed ottobre 2009 scaviamo la Tomba dello Scarabeo, purtroppo violata, dove però abbiamo rinvenuto un bellissimo anello d’oro finemente lavorato con uno scarabeo girevole in agata fasciata. Si conoscono altri due anelli (rinvenuti a Todi e a Chiusi), del tutto simili al nostro, che trovano posto rispettivamente nel museo archeologico di Villa Giulia a Roma e nel Brithis Museum di Londra. Dal punto di vista scientifico la cosa più importante è rappresentata senz’altro dal rinvenimento di ossa pertinenti a circa 22 persone.
Ad ottobre 2011 abbiamo scavato, insieme alla nuova Ispettrice Dott.ssa Maria Angela Turchetti, la Tomba delle Uova, con l’insolito ritrovamento di tre gusci di uova.
I risultati degli scavi sin qui effettuati sono ancora in fase di elaborazione, non sono mancati tuttavia incontri e mostre temporanee per divulgare gli studi preliminari e per far vedere i reperti recuperati e restaurati. Ricordo l’incontro al castello di Casenovole, quello all’ Hotel di Petriolo e la mostra, durata due mesi, allestita a Vetulonia la primavera scorsa. In tutte queste occasioni abbiamo potuto ascoltare da professionisti del settore: archeologi, antropologi, nutrizionisti, biologi, ecc., tutta l’importanza degli elementi che sono emersi dal sito di Casenovole e in generale l’importanza che riveste lo studio del nostro territorio dal punto di vista archeologico.
Solo perseverando potremo conoscere nuove storie e soprattutto potremo rendere fruibile un bene comune rendendo accessibili le aree archeologiche e musealizzando in loco i reperti. Se riuscissimo a farlo bene, in maniera innovativa e rispettosa, questo lavoro porterà senz’altro benefici a tutte le attività ricettive limitrofe, creando sviluppo e possibilità per i giovani, attirando il turismo culturale in un territorio ai margini delle province senese e grossetana, sfruttando semplicemente quelle che sono le peculiarità di questi luoghi ricchi di storia e natura.

Andrea Marcocci www.odysseus2007.it tel. 3471864451
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