Lo zafferano

Zafferano: passione rossa, polvere dorata, giallo della felicità: definizioni così fanno sognare luoghi esotici e richiamano un frusciare di vesti tinte di zafferano, abiti regali degli antichi egizi o del Dalai Lama….e da oggi vi devono anche far pensare a Pari….si…proprio a Pari, piccolo borgo in provincia di Grosseto dove da tantissimi anni c’è una coltivazione di zafferano purissimo di maremma ecotipo Pari. Lo zafferano purissimo di maremma si può coltivare solo nel territorio della provincia di Grosseto, l’aggiunta al nome di “ecotipo Pari” è dovuta al fatto che questo zafferano è stato isolato nel tempo ed ha caratteristiche proprie, studiate dall’Università di Pisa, che lo ha reso “unico”. Andando indietro negli anni ci risulta che già nel 1850 la famiglia Massini coltivasse lo zafferano perchè era un ingrediente fondamentale per la tradizionale schiaccia di Pasqua e se leggiamo il libro “In principio di Maremma” di Valacchi e Nardi troveremo riferimenti a coltivazioni di zafferano nell’articolo 138 dello statuto di Pari del 1509.

Filippo Minaci ci ha raccontato come viene coltivato lo zafferano “ecotipo Pari”………

I bulbi di zafferano vengono piantati da Luglio a Settembre

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la fioritura avviene da metà ottobre ai primi di Novembre. La raccolta è molto impegnativa perchè i fiori vanno colti manualmente

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la mattina presto o la sera tardi in modo che il sole non li faccia schiudere completamente. Dai fiori raccolti giornalmente vengono prelevati gli stigmi che verranno essiccati

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il prodotto perderà circa l’ottanta per cento del suo peso, per fare un grammo di prodotto essiccato occorrono circa 150-200 fiori. Se compriamo lo zafferano di produzione industriale lo troviamo in polvere, questo zafferano viene confezionato in stigmi così che mantenga intatte le sue caratteristiche iniziali e non perda il suo inconfondibile aroma. P1010041

Ed ora spero che vi sia venuta voglia di assaggiare il nostro zafferano!!!!!