Pari come era……..Il pane (dall’ Eco dei Sette Colli)

La preparazione e la cottura del pane nel forno a legna era un vero rituale. A quei tempi non esisteva famiglia, in paese, che non preparasse il pane da sé, alle cadenze e nelle quantità imposte dal proprio fabbisogno. La massaia, la sera precedente, dopo il “Credo”, si recava al forno a “comandare” il pane: erano previste tre infornate, scaglionate nelle prime ore del mattino. Ogni massaia, secondo le proprie esigenze, sceglieva in quale delle tre infornate voleva fare il pane ed il fornaio annotava accuratamente le prenotazioni, distribuite per turno. Tornata a casa, la massaia impastava la farina col lievito direttamente nel cassoncino della madia che, a quei tempi era, al pari del letto e della tavola, il mobile più indispensabile della casa. In certi casi, quando faceva più freddo e l’impasto lievitava con difficoltà, veniva posto nel cassoncino uno scaldino con la brace accesa. Ultimato l’impasto, la donna, vi tracciava una croce, sia per favorire la lievitazione quanto per propiziare la buona riuscita della panificazione. La preparazione dell’impasto attirava la curiosità dei bambini: mentre la massaia, con le maniche rimboccate, era indaffarata all’interno della madia, i bambini si affacciavano sull’orlo di questa, alzandosi in punta di piedi. Sovente, la donna, per acquietare la loro curiosità, gli distribuiva dei pezzetti con cui i bambini si divertivano a foggiare piccoli pani o ciaccini. Già! Il “Ciaccino”: unto o non unto era l’immancabile “dulcis in fundo” di ogni preparazione. La mattina successiva, il fornaio, secondo le prenotazioni, passava di casa in casa a chiamare le massaie perché si accingessero a preparare il pane col lievito preparato la sera avanti: “Angiolinaaaa!! A fa ‘l pane!!!!!” Era il grido che il fornaio lanciava, da capo agli orti, alla moglie di Silvio, il fabbro del paese. E, ad ogni infornata, si ripeteva il giro per coloro che si erano prenotate. Chi era segnata per la prima infornata veniva svegliata, addirittura, verso le due del mattino! Venivano, sveltamente, preparati i panetti che venivano posti su una tavola lunga un paio di metri e larga una quarantina di centimetri, coperta da un telo. Il contatto fra un panetto e l’altro veniva evitato da una piegatura del telo. Poi, per riconoscere il proprio pane dopo la cottura, su ogni panetto veniva impresso il marchio che ogni famiglia possedeva. Formato, poi, un cercine, cioè una ciambella di panno, la massaia se la metteva in testa e su di essa poggiava la tavola con i panetti; indi si avviava verso il forno. Il forno intanto era stato scaldato a dovere con le “fastella” che il fornaio si faceva portare, a dorso d’asino, dai boschi dove era in atto “il taglio”. L’occhio esperto del fornaio giudicava, dal colore assunto dai mattoni refrattari che lo rivestivano, se il forno era alla giusta temperatura per ricevere il pane; con la pala di legno, ogni panetto veniva introdotto in quella cavità incandescente, che veniva, poi, richiusa ermeticamente con un coperchio di lamiera. Immediatamente si diffondeva nel locale e nell’aria circostante una fragranza che, nei forni di oggi, è difficile ricercare: era il profumo del “re della mensa”. Il pane, allora, era considerato proprio così: era l’alimento fondamentale e da tutti, anche dal più miscredente, era considerato una vera e propria benedizione dal cielo. Pane olio e aceto, pane col pomodoro strofinato, pane acqua e zucchero, erano le colazioni più frequenti di quei tempi!! Cotto il pane, ogni massaia pagava il fornaio quel tanto a panetto e, ripresa la tavola col suo pane, se ne tornava a casa. Il pane ben cotto aveva la crosta di quel bel colore biondo e nell’interno quella “midolla” profumata, asciutta e compatta al punto giusto: era il pane che si manteneva fragrante per più di una settimana e, quando cominciava a diventare secco, era fenomenale nella zuppa e nella ribollita. Lo spettacolo più bello, però, era quello che il forno offriva nei giorni immediatamente precedenti alla Pasqua……..ma questa è un’altra storia che vi racconteremo prossimamente!!!

forno coi ciaccini